Malattie sessualmente trasmissibili: le 5 regole per amori sicuri, sempre
14 giugno 2016

Malattie sessualmente trasmissibili: le 5 regole per amori sicuri, sempre

di Francesca Manganello

Tempo di vacanze, voglia di leggerezza, possibilità di fare nuovi incontri e di avere rapporti sessuali occasionali. Per un’estate senza rischi e un autunno senza sorprese le parole d’ordine sono informazione, protezione e contraccezione, non solo per proteggersi da gravidanze indesiderate ma soprattutto per scongiurare il rischio di contrarre infezioni sessualmente trasmissibili, negli ultimi anni in aumento tra i giovani, soprattutto nella fascia d’età 15-24 anni.

Malattie sessualmente trasmissibili (MST) o infezioni sessualmente trasmesse (IST), sappiamo esattamente cosa sono e come si trasmettono?

Generalmente il contagio avviene attraverso il contatto con  il sangue, il liquido seminale o vaginale e altri fluidi corporei, ma le infezioni possono essere trasmesse anche da madre a figlio durante la gravidanza o il parto, attraverso trasfusioni di sangue o condivisione di aghi infetti, o mediante l’utilizzo di rasoi e oggetti da taglio non ben sterilizzati (ad es. per tatuaggi e piercing, manicure, pedicure). Si tratta di malattie subdole perché è possibile contrarle da persone all’apparenza sane o che potrebbero non sapere di essere infette, dal momento che non sempre sono presenti sintomi evidenti. È importante non sottovalutarle perché possono avere un andamento degenerativo e predisporre al contagio con altre infezioni ben più gravi (HIV o Epatite C). Essere informati è dunque il primo passo per proteggersi.  

Coppia felice a letto

Quali sono le infezioni più frequenti e i principali fattori di rischio?

Le MST possono essere dovute a infezioni causate da batteri (Gonorrea, Sifilide e Clamidia), parassiti (Tricomoniasi) o virus (Papillomavirus umano -HPV-, Herpes genitale e HIV).

Però, state attente, con l’attività sessuale non protetta si possono contrarre anche altri tipi di virus o malattie come l’Epatite A, B e C, la Shigella e la Giardia intestinalis.

Rapporti sessuali non protetti o utilizzo scorretto o parziale del preservativo, numerosità dei partner sessuali, un’infezione in atto o avuta in passato, abuso di alcol e uso di droghe che predispongono a comportamenti a rischio, condivisione di aghi infetti e utilizzo di strumenti da taglio di uso comune non adeguatamente sterilizzati sono i principali fattori che aumentano il rischio di contrarre l’infezione.

Con quali sintomi si manifestano?

La risposta non è univoca: possono manifestarsi sintomi specifici ma anche nessun sintomo. La Clamidia, ad esempio, nel 50% degli uomini e nel 75% delle donne si presenta senza manifestazioni ma indebolisce le difese immunitarie rendendoci più suscettibili ad altre malattie. Ci sono tuttavia alcuni segnali che possono far sospettare di aver contratto un’infezione: piaghe, verruche o bolle sui genitali o nella zona orale o rettale, minzione dolorosa, perdite vaginali maleodoranti o atipiche o un sanguinamento vaginale insolito, dolore durante i rapporti, ingrossamento dei linfonodi, in particolare all’inguine, dolori diffusi al basso ventre, febbre, eruzione cutanea.

Cosa fare se c’è il sospetto di aver contratto un’infezione?

Se avete avuto un comportamento a rischio o riscontrate dei sintomi che vi fanno pensare a una MST, non spaventatevi! Chiamate il vostro ginecologo e fissate un appuntamento: vi guiderà in questa intricata strada di esami e test per arrivare a una diagnosi e quindi a una terapia adeguata. Vi potrebbe venir chiesto di fare degli esami del sangue o delle urine per ricercare la presenza di virus o batteri. Quasi sicuramente verrà eseguito un tampone vaginale o cervicale (non preoccupatevi, non è doloroso, si tratta di passare un piccolo cotton-fioc in vagina). Il consiglio è di prepararvi alla visita dal ginecologo scrivendo su un diario tutti sintomi riscontrati, anche quelli all’apparenza meno importanti come febbre, pruriti, mal di gola, nausea, ecc.

Coppia innamorata

È possibile curarsi?

Si, ma è necessario rivolgersi tempestivamente ad un medico. Sicuramente MST causate da batteri sono più facili da trattare rispetto alle infezioni virali. Il trattamento può prevedere l’impiego di antibiotici, spesso in una singola dose, indicati per molte delle infezioni batteriche e parassitarie tra cui Gonorrea, Sifilide, Clamidia e Tricomoniasi. Fondamentale è seguire la terapia prescritta dal medico (non interrompetela mai prima del tempo, rischiate di sviluppare resistenze!). Inoltre, è importante astenersi dall’attività sessuale fino a quando la cura non è conclusa. In alcuni casi è possibile che la terapia antibiotica venga somministrata per via locale, quindi sotto forma di ovuli vaginali o creme. I farmaci antivirali sono invece generalmente utilizzati per la cura dell’herpes.

In alcuni casi può rendersi necessario anche il trattamento del partner.

Prevenire è meglio che curare

Non dimentichiamo che l’arma più efficace contro le infezioni sessualmente trasmissibili si chiama prevenzione.

Ecco le 5 regole da seguire per amori sicuri sotto l’ombrellone e per vivere con serenità il sesso tutto l’anno:

  1. Evitate rapporti vaginali e anali non protetti con partner occasionali o con nuovi partner fino a quando non sia stata esclusa la presenza di infezioni. Tenete a mente che non esiste un buon test di screening per l’Herpes genitale per entrambi i sessi, mentre per l’HPV lo screening non è ancora disponibile per gli uomini.
  1. Utilizzate sempre il preservativo e nel modo corretto. Attenzione, in generale i preservativi riducono il rischio di esposizione alla maggior parte delle MST ma forniscono un minor grado di protezione per malattie come l’HPV o l’Herpes. Anche i contraccettivi orali e i dispositivi intrauterini non proteggono dalle infezioni. 

Preservativo

  1. Non utilizzate preservativi a base di membrane naturali che non risultano efficaci nel prevenire le malattie sessualmente trasmissibili.
  1. Preferite un preservativo in lattice o dental dam – un sottile pezzo quadrato di gomma a base di lattice o silicone – se praticate sesso orale. È utile ad evitare il contatto diretto tra le mucose orali e genitali.
  1. Mantenete un’adeguata igiene personale, lavando accuratamente i genitali con un sapone acido, prima e dopo ogni rapporto sessuale, soprattutto in occasione di contatti anali o orali. Non condividete biancheria intima e da bagno, o altri oggetti igienici personali.

Se scoprite di aver contratto un’infezione, la regola n.1 è mettere il senso di colpa in attesa e prendere un appuntamento con il ginecologo. Non saltate alla conclusione che il vostro partner è stato infedele. Uno o entrambi potreste essere stati infettati da un partner avuto in passato o in altri modi. Cercate di essere sincere con gli operatori sanitari. Il nostro compito non è giudicare, ma aiutarvi. Tutto ciò che avete detto rimane confidenziale, chiuso dentro alle mura dell’ambulatorio. E poi seguite i consigli del medico.

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