Ritrova l’armonia con la Mindfulness
17 novembre 2016

Ritrova l’armonia con la Mindfulness

di Valentina D'Amico

C’è una vocina che quotidianamente quando guardiamo la borsa della palestra o le scarpe da corsa ci suggerisce di lasciare perdere gli allenamenti e buttarci sul divano. La stessa vocina che trova scuse più o meno valide per farci saltare quella bella sessione di yoga che amiamo tanto, e che ci suggerisce di mangiare patatine piuttosto che carote.

Oggi ti parlo della mente e di un metodo semplice per riconquistare piena consapevolezza del momento presente e ritrovare l’armonia: la Mindfulness.

Per fare questo, ho chiesto aiuto a Gloria Bevilacqua, psicologa di mestiere e per passione. È grazie a lei che ho scoperto la Mindfulness e ne sono rimasta affascinata. Nel 2009, insieme a Enrico Lorenzi, ha fondato Studio Attivazione. Il suo lavoro consiste nell’individuare, rafforzare e allenare le risorse che ciascuno ha a disposizione, ma di cui spesso ci si dimentica. La Mindfulness è un mezzo utile per acquisire piena consapevolezza del momento presente e attivare tutti i sensi, evitando che scattino i meccanismi di difesa automatici, gli stessi che attiviamo quando ci lanciamo in nuove attività, o quando non riusciamo ad essere centrate sui nostri obiettivi e ci sentiamo perse. Attraverso la Mindfulness è possibile ritrovare l’armonia e la leggerezza, e soprattutto sviluppare la capacità a rispondere efficacemente ai cambiamenti imprevisti e imprevedibili, tanto necessaria nella nostra quotidianità per gestire lo stress e il disagio emozionale, sia nel lavoro che nella vita di tutti i giorni. Forti per affrontare le giornate, ma leggere e in armonia per farlo con un sorriso.

Meditazione

Gloria, la Mindfulness è sicuramente più facile da vivere che da spiegare. Per renderla più ‘umana’, come possiamo portarla nella quotidianità?

Quando si riprende il comando della propria mente e delle proprie emozioni si trasformano il rapporto con l’esperienza e la risposta comportamentale al flusso incessante dell’esperienza di vita, andando ad allenare direttamente il cervello. In questo modo è possibile attivare la presenza aperta nella nostra vita, lo si può fare in un modo molto concreto cominciando a guardare le abitudini di pensiero ripetitivo che ci portano a non differenziare lo stato che proviamo con noi stessi (sono arrabbiato) senza vedere l’emozione sottostante (c’è rabbia). E poi passando ad un uso consapevole del nostro corpo, non con esercizi strani ed esoterici, ma con la semplice presenza mentale, emotiva e fisica.

In parole povere: camminare, parlare, respirare, mangiare, ascoltare musica o vedere film “riprendendosi i sensi”, come dice J. Kabat Zinn, che ha usato per primo la parola Mindfulness. Questa è la strada della presenza consapevole, semplice e molto efficace. Poi ci possiamo far aiutare da tante tecniche e sperimentare percorsi specifici, ma il nocciolo della Mindfulness è questo: un modo nuovo di essere nella realtà quotidiana.

La mente gioca un ruolo fondamentale nello sport. Da una parte ci spinge a dare sempre il massimo senza riuscire più ad ascoltare i segnali di allerta che il corpo ci manda. Dall’altra ci fa impigrire facendoci preferire il divano ad una sana attività fisica. Pensi che la Mindfulness nello sport potrebbe servire?

Credo che senza la capacità di schiacciare ogni tanto il tasto pausa perdiamo di vista noi stessi, il nostro corpo, la nostra energia, le nostre emozioni e il senso di ciò che stiamo facendo. E perdendoli di vista non siamo più in condizione di prenderci cura di queste variabili importantissime, che influenzano la vita in generale e le nostre prestazioni in particolare: che siano sportive, professionali o affettive poco cambia.

Sempre presi dal fare ci dimentichiamo di chi fa il fare: noi stessi.

La Mindfulness è una pratica che allena la nostra consapevolezza a sentire meglio e prima quello che c’è da sentire, a migliorare la capacità di costruire quello stato di “quietazione” che ci fa dare il massimo, a non giudicarci ma a prenderci cura in modo amorevole di noi stessi e del nostro corpo.

Nello sport questo si traduce in apprendimento più rapido di nuove attività, riduzione degli infortuni, rinforzo della motivazione, diminuzione dell’ansia da prestazione, maggior consapevolezza di sé e del proprio corpo, maggiore rapidità nell’adattamento ai cambiamenti, non giudizio e migliore consapevolezza di sé nel movimento. Direi che sono tutti fattori estremamente significativi per chi fa sport o si avvicina al movimento in generale!

Mindfulness 2

Se domani volessi iniziare a praticare la Mindfulness per capire gli effetti concreti sulla mia quotidianità e sullo sport, quale suggerimento mi daresti per avvicinarmi a questa disciplina?

I principianti hanno un enorme privilegio: sono curiosi e hanno i sensi in allerta, alla ricerca di qualcosa che non sanno ben definire ma attenti a cogliere le più piccole sfumature dell’esperienza in prima persona.

Questo è l’obiettivo della Mindfulness e, in fondo, su questo campo restiamo tutti principianti, con poca o molta esperienza.

L’importante, secondo la mia esperienza personale e professionale, è che questa ricerca sia concreta e molto pratica: possiamo farci aiutare da percorsi strutturati e completi che insegnano tante tecniche specifiche che possono supportare la pratica quotidiana (come ad esempio il famoso percorso MBSR di 8 settimane per la riduzione dello stress) o scegliere una sola e semplice attività da svolgere con consapevolezza per qualche minuto al giorno. Ormai fanno parte della nostra quotidianità le app, ce ne sono di meravigliose che ci possono sostenere nel portare attenzione al nostro respiro per qualche minuto: una pratica perfetta! Ci sono pratiche formali, come la meditazione o la camminata consapevole, e pratiche informali, il mangiare mindful o lo svolgere attività quotidiane con consapevolezza. Insomma: ce n’è per tutti i gusti!

L’importante è fare e praticare, per portare nella nostra vita di tutti i giorni una nuova attenzione: solo la ripetizione concreta e continua può far si che la curiosità dell’inizio si radichi nel nostro essere attivi tutte quelle variazioni fisiologiche, emotive e fisiche che anche la scienza occidentale sta finalmente riconoscendo.

Quindi, un unico suggerimento: praticare, praticare, praticare l’attenzione a noi e alla realtà reale che ci circonda per scoprire chi siamo davvero, qui e ora.

Come diceva Jalaluddin Rumi, un grande poeta citato spesso da chi si occupa di mindfulness:

L’ essere umano è come una locanda, ogni mattina un nuovo arrivo.

Una gioia, una depressione, una meschinità…

Come visitatori inaspettati arrivano istanti di consapevolezza.

Dai loro il benvenuto ed intrattienili tutti!

Anche se sono una moltitudine di sofferenze,che violentemente si abbatte sulla tua casa vuotandola di tutti i suoi arredi, ciononostante, tratta ogni ospite con rispetto.

Potrebbe essere lì per fare spazio a nuove gioie.

I pensieri oscuri, la vergogna, la malevolenza, vai loro incontro sulla soglia ridendo,e invitali ad entrare.

Sii riconoscente con chiunque si presenti, perché ciascuno è stato mandato come una guida dallalto.

 

—“The Guesthouse” di Jalaluddin Rumi, libera traduzione

 

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Commenti: 2

2 commenti

  1. domenico :

    Davvero molto interessante. !ma molto difficile da attuare quando i pensieri hanno il sopravvento. !

  2. Domenico :

    Ciao Domenico, sono completamente d’accordo con te. Quando i pensieri sono tanti riuscire a staccare è difficilissimo. Il mio momento di Mindfullness lo trovo con lo sport e lo sport mi ha aiutato anche in momenti duri e di malattia per ritrovare l’energia e aiutare i miei familiari. Ora l’obiettivo è quello di conoscere meglio questa disciplina e ritrovare uno spazio mio anche al di fuori delle palestre.
    Dura, ma si può fare.
    Un grande abbraccio

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